In… Formazione: Lettera del Vescovo Ernesto

per l’Anno Pastorale 2022/2023 – QUARTA PARTE

LE CERTEZZE ESSENZIALI

Due sono le certezze della nostra vita: la vocazione che il Signore ci ha donato e la certezza che il Signore sarà sempre con noi.

A volte noto, sia nelle persone singolarmente prese che in alcune Comunità, un senso di smarrimento e di stanchezza. Alcuni poi sono dei maestri ostinati nel diffondere pessimismo, anche quando ci sarebbe solo da ringraziare il Signore per i suoi doni. Certamente il compito dei pastori e le sfide che stanno di fronte alle Comunità ecclesiali sono estremamente impegnativi ma, come dice la Scrittura, il braccio di Dio non si è accorciato e mai si accorcerà (cfr. Nm 11, 23). I grandi film hanno sempre delle grandi colonne sonore. Potremmo prendere, come colonna sonora di quest’anno pastorale, due composizioni del maestro don Marco Frisina: ‘Io sarò con te’ e ‘Non temere’. Se alla fine dell’itinerario avremo acquisito, non solo a livello teorico ma a livello di esperienza di vita, la certezza che il Signore è con noi, avremo fatto un grosso passo avanti nel nostro stile di essere Chiesa.

Ugualmente, un altro punto essenziale da assimilare profondamente, è la coscienza di ‘essere chiamati’, la coscienza di una vocazione che riguarda ogni battezzato: Quindi, fratelli, cercate di rendere sempre più salda la vostra chiamata e la scelta che Dio ha fatto di voi. Se farete questo non cadrete mai. (2Pt 1, 10)

L’itinerario di Lectio Divina che viene proposto quest’anno, si sofferma poi sul contenuto della fede e dell’annuncio (il Regno di Dio) e sulla universalità della chiamata alla fede.

Anche quando abbiamo delle certezze, c’è però il rischio di vacillare e la tentazione della paura è sempre presente: Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. (Mt 14, 28-31)

Dobbiamo accogliere le certezze che Gesù ci dona, ma anche essere capaci di assumere lo stile evangelico che il Signore ha insegnato ai suoi discepoli: questo stile è espresso in alcune bellissime parabole e in alcuni insegnamenti, che devono guidare la nostra vita di fede e la nostra testimonianza.

La proposta di quest’anno si conclude con:

• una consolazione: ogni credente e tutto il popolo di Dio è affidato alla potente intercessione di Maria, madre di Gesù e nostra madre; è una presenza preziosissima nella nostra vita e nella nostra comunità;

• un appello alla responsabilità: i doni che il Signore ci fa, vanno spesi con generosità.

Ovviamente ci potevano essere altre ‘certezze’ essenziali da sottolineare: ad esempio l’azione dello Spirito Santo nella vita del credente e nella Chiesa, ma alcuni temi saranno rimandati alla riflessione dei prossimi anni.

  Vescovo Ernesto