In… Formazione: Lettera del vescovo ernesto per l’anno pastorale 2024-2025 – parte 2

Ecclesia sicut sponsa ornata

Al centro della nostra attenzione ci sarà il capitolo 21 del libro dell’Apocalisse:

E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate».

E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere».

Poi venne uno dei sette angeli, che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.

Dal capitolo 21 dell’Apocalisse ho ricavato il titolo di quest’anno pastorale: Ecclesia sicut sponsa ornata.

ECCLESIA SICUT SPONSA ORNATA

Questa è la Chiesa: la sposa che discende dal cielo adorna di bellezza, splendida come una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. Questa è la Chiesa amata da Cristo e per la quale ha dato sé stesso. Questa è la Chiesa che siamo chiamati ad edificare quotidianamente, la Chiesa nella quale cresce la nostra fede, la Chiesa attraverso la quale Gesù ci dona la sua Grazia.

Che ci importa delle beghe di cui si sente parlare e che sempre hanno caratterizzato la vita della Chiesa? Che ci importa delle piccole o grandi beghe che a volte si verificano nelle nostre comunità cristiane e le rendono asfittiche?

Bisogna imparare a guardare in alto. Anzi, specifico meglio l’obbiettivo di questo anno pastorale: dobbiamo imparare ad amare la Chiesa come Gesù la ama. Provo ad articolare con più precisione il cammino che vi invito a fare.

Vescovo Ernesto